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Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria: in questa occasione ci sembra significativo ricordare la poetessa Hilde Domin, che a causa delle persecuzioni naziste visse gran parte della sua vita in esilio – lo pseudonimo Domin è infatti un omaggio a Santo Domingo, il rifugio dell’autrice per quattordici anni. Sebbene sia giunta tardi alla poesia e alla lingua tedesca (venne definita da Gadamer “poetessa del ritorno”) il suo valore letterario è riconosciuto nel panorama culturale di lingua tedesca: è stata insignita, tra gli altri, del Premio Rilke, del Premio Hölderlin e del Premio Nelly Sachs. 
Figlia di un avvocato ebreo, Hilde Domin nasce nel 1909 a Colonia con il nome di Hilde Löwenstein. Tra il 1929 e il 1932 studia a Colonia, a Heidelberg, a Bonn e a Berlino, specializzandosi in scienze sociali e filosofia, con maestri come Karl Jaspers and Karl Mannheim. L'avvento del Nazismo la spinge a emigrare a Roma insieme a Erwin Walter Palm, studente di archeologia e scrittore, che sposerà nel 1936. Allo scoppio della guerra si trasferisce dapprima in Inghilterra e, successivamente, nella Repubblica Dominicana, prima di ritornare in Germania nel 1954. La sua poesia è spiccatamente antimetaforica e caratterizzata da un vocabolario semplice e colloquiale che, nella sua rarefazione e semplicità incontra il magico, procedendo prevalentemente attraverso processi evocativi.
Clicca qui per una approfondita nota bio-bibliografica a cura di Paola Del Zoppo.

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Con l'avallo delle nuvole
di Hilde Domin
ISBN: 978–88–6110–016–9
Tradotto da: Ondina Granato![]()
Le poesie scelte contenute nel volume Con l’avallo delle nuvole mirano a dare una panoramica della produzione di Hilde Domin, dagli inizi a Santo Domingo, nel 1951, fino al 1985. La poetessa innalza la sua lirica a temi universali: la terra d’origine, l’amore, la morte, la situazione di marginalità dell’umanità nel xx secolo, la vita in un mondo nel quale non è più possibile decifrare l’andamento degli eventi. Al tutto soggiace il coraggio sottile di rinnovare tutto ciò che “fu perduto”.![]()
Il volume è arricchito dalla presenza di alcune tavole della grande artista Janet Brooks Gerloff, ispirate alle opere di Hilde Domin; ne rappresentano una sorta di commento per immagini, un accompagnamento giocato sulle corde dell’associazione e del rimando.
Di seguito Silence and exile.
copyright by SIAE 2011

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Prigioni e paradisi
di Colette
traduzione di Angelo Molica Franco
ISBN: 978–88–6110–009–1
pp. 212
13,00 euro
in uscita il 20 febbraio 2012
Dall’autrice di Chéri, un prezioso inedito della più grande scrittrice francese del '900.
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Prigioni e Paradisi è una raccolta di brevi racconti, appunti e particolari impressioni sugli amori, le passioni e le altre inedite tessere di una vita incastonata tra “prigioni” quotidiane e avventurosi “paradisi”.
Colette non è solo la più grande scrittrice francese del Novecento, è anche la più provocante e talentuosa, irriverente e affascinate figura femminile che abbia calcato il palcoscenico del ventesimo secolo, e questi racconti ne sono viva testimonianza.
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Sidonie Gabrielle Colette (Saint–Sauveur–en–Puisaye 1873 – Parigi 1954) è oggi annoverata tra i maggiori scrittori francesi del Novecento. Ricordiamo, oltre a Chéri (1920) e a La Vagabonda (1911), La gatta (1933), Julie de Carneilhan (1941), Il puro e l’impuro (1941), Il kepì (1943) e Gigi (1944). Prigioni e paradisi è alla sua prima edizione in Italia.
per ogni copia acquistata
1 euro sarà destinato ai progetti del COSPE
L'onore dei Kéita
di Moussa Konaté
Traduzione di: Ondina Granato
ISBN 978-88-6110-024-4
Prezzo €12,00
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Se nella prima indagine, L’assassino di Banconi, il razionale commissario Habib e il fedele ispettore Sosso avevano dovuto mettere a soqquadro un quartiere della capitale Bamako, questa volta le indagini seguono il corso del fiume Niger fino a giungere a Nagadji, un piccolo villaggio chiuso e ostile agli stranieri in cui ha un grande potere la nobile stirpe dei Kéita. E il morto è proprio un affiliato alla famiglia. Senza rivelare la loro identità, l’astuto Habib e l’irruente Sosso cominciano le indagini. L’intrico familiare è fitto e complesso, l’onore della famiglia è in pericolo, e le morti intorno questa vicenda cominciano a proliferare. Il villaggio viene scosso proprio in occasione dei festeggiamenti per il Grande Antenato. Tra descrizioni del folklore locale, delle credenze e dei riti magici, Konaté ci guida all’interno delle tradizioni e delle leggi non scritte della cultura africana, e il giallo si apre a molteplici possibilità divenendo una saga familiare che abbraccia l’intero modo di vivere di un popolo alla svolta di un tempo che cambia, sospeso tra tradizione e progresso.
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Moussa Konaté, uno dei più significativi scrittori africani del nostro tempo, ha insegnato alla École Normale Supérieure di Bamako, prima di abbandonare la docenza per la scrittura a tempo pieno. È il direttore della Association Étonnants Voyageurs Afrique (Amazing Travellers Africa Association) e, insieme a Michel Le Bris, è l’organizzatore del Festival Étonnants Voyageurs, una fiera libraria internazionale. I romanzi polizieschi di Moussa Konaté sono pubblicati in Francia nella prestigiosa collana Série Noir della Gallimard, una garanzia di qualità letteraria. In Italia, è uscito per i tipi di E/O La maledizione del dio del fiume. L’onore dei Kéita è il secondo romanzo dell’autore, dopo L’assassino di Banconi, pubblicato da Del Vecchio Editore.
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I mestieri
del libro:
scopri cosa,
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prossima uscita:
Prigioni
e paradisi
di Colette








































